Tartufo di Acqualagna e Tartufo di Sant’Angelo in Vado


Zona di produzione – Provincia di Pesaro-Urbino.

Abbinamento

Ideale per profumare uova al burro, tagliatelle, risotti e insalate. I vini, preferibilmente aromatici, si devono abbinare al piatto che condisce.

In cottura perde parte del suo gusto e aroma; va dunque servito crudo, affettato a lamelle sottili con il tagliatartufi direttamente sui piatti da condire: uova al burro, risotti e tagliatelle, oltre che insalate, per esempio di porcini crudi.


Il tartufo bianco (Tuber magnatum) è presente in tutte le province del territorio marchigiano, ma i tuberi più pregiati provengono da Acqualagna e Sant’Angelo in Vado, nel Pesarese.

Li si può trovare da ottobre a dicembre; solo ad Acqualagna, tra dicembre e febbraio, si possono trovare anche i tartufi neri.

Presenta all’esterno colore chiaro, con sfumature tendenti al giallo, al nocciola pallido o al grigio.

Anche il suo interno è chiaro e ha tonalità rosa, beige o marrone con venature chiare e sottili.

L’odore è intenso, forte, gradevole, vagamente agliaceo; il suo sapore è al contempo intenso e delicato, il tartufo bianco può arrivare a pesare fino a 400 grammi, ma generalmente è di dimensioni piuttosto piccole.

Prima dell’utilizzo, i tartufi vanno puliti con una spazzolina e un panno di cotone.

Se conservati erroneamente si disidratano e perdono le loro caratteristiche aromatiche.

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