SOS SALUTE A TAVOLA: BLACK LIST PRODOTTI CONTAMINATI

SOS SALUTE A TAVOLA: BLACK LIST PRODOTTI CONTAMINATI

di Giuseppe Cocco – Agricooltour

L’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche, ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%).

Importanti passi avanti sono stati ottenuti con l’estensione dell’obbligo di indicare la provenienza del riso e del grano impiegato nella pasta, ma molto resta da fare perché 1/3 della spesa resta anonima, dai succhi di frutta al concentrato di pomodoro fino ai salumi.

Così, ormai bisogna andare a far la spesa in tenuta da guerra batteriologica.

Infatti, i millenari scambi commerciali, già al tempo dei romani approdavano alimenti provenienti da tutto il mondo, oggi a causa della voglia d’arricchimento sfrenato, e della poca cura del creato, ci portano nei mercati e quindi sulle nostre tavole, veleni d’ogni genere.

E’ quanto emerge dal dossier Coldiretti su “La classifica dei cibi più pericolosi” presentato dalla Coldiretti al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto di allerta rapido europeo (RASFF), che registra gli allarmi per rischi alimentari verificati a causa di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine o additivi e coloranti nell’Unione Europea nel 2016.

Sono 2.925 gli allarmi scattati nell’Unione Europea con la Turchia che è il paese che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171).

Si tratta di Paesi con un fiorente scambio commerciale con l’Italia che riguarda anche i prodotti più a rischio, salgono sul podio della “black list” dei prodotti alimentari più pericolosi per la salute in cucina.

Nel 2016 sono stati importati dalla Spagna in Italia 167 milioni di chili di pesce e quasi 2 milioni i chili di pistacchi arrivati dalla Turchia che ha esportato in Italia anche quasi 3 milioni di fichi secchi e  25,6 milioni di chili di nocciole che rientrano nella lista nera per elevata rischiosità.

Il pesce spada e il tonno dalla Spagna inquinati da metalli pesanti, gli integratori e i cibi dietetici con ingredienti non autorizzati dagli Stati Uniti e le arachidi dalla Cina contaminate da aflatossine cancerogene.

Per numero di allarmi si trovano i peperoni  provenienti ancora dalla Turchia che ha fatto registrare contaminazione oltre i limiti consentiti di pesticidi, mentre preoccupante è la situazione della frutta secca, come i pistacchi provenienti dall’Iran e i fichi secchi dalla Turchia, entrambi fuori norma per la presenza di aflatossine, considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

In classifica le carni di pollo provenienti dalla Polonia, che sono state oggetto di allarme per contaminazioni microbiologiche oltre i limiti di legge, in particolare di salmonella. Ancora prodotti contaminati da aflatossine, le nocciole e i pistacchi provenienti dalla Turchia, le arachidi dagli USA ed il peperoncino dall’India.

Ancora altri prodotti tra quelli più segnalati, le albicocche essiccate dalla Turchia per contenuto eccessivo di solfiti, la noce moscata dall’Indonesia, per aflatossine e le carni di pollo dai Paesi Bassi, per contaminazioni microbiologiche.

I CIBI PIU’ PERICOLOSI                                        MOTIVAZIONE

1)    Pesce dalla Spagna (96)                      metalli pesanti in eccesso (mercurio e cadmio)

2)    Dietetici/integratori da USA (93)          ingredienti e novel food non autorizzati

3)    Arachidi dalla Cina (60)                       aflatossine oltre i limiti

4)    Peperoni dalla Turchia (56)                  pesticidi oltre i limiti

5)    Pistacchi dall’Iran (56)                        aflatossine oltre i limiti

6)    Fichi secchi dalla Turchia (53)              aflatossine oltre i limiti

7)   Carni di pollo dalla Polonia (53)             contaminazioni microbiologiche (salmonella)

8)    Nocciole dalla Turchia (37)                   aflatossine oltre i limiti

9)    Arachidi dagli USA (33)                        aflatossine oltre i limiti

10) Pistacchi dalla Turchia (32)                   aflatossine oltre i limiti

11) Peperoncino dall’India (31)                   aflatossine e salmonella oltre i limiti

12) Albicocche secche da Turchia (29)         solfiti oltre i limiti

13) Noce moscata da Indonesia (25)     aflatossine oltre i limiti, certificato sanitario carente

14) Carni di pollo dai Paesi Bassi (15)         contaminazioni microbiologiche

Fonte: Elaborazioni Coldiretti dati Rasff 2016