Mirto


Le parti  della pianta utilizzate sono le foglie e le cime fiorite. 

Gli usi più diffusi sono quelli alimentari, l’infusione delle bacche mature in alcol e acqua più miele dà il classico liquore di mirto, le foglie e le bacche sono usate fresche o secche per ripieni e come spezia ideale della selvaggina, mentre i rami servono ad aromatizzare la carne di maiale alla brace e allo spiedo.


È una specie spontanea delle regioni mediterranee, comune nella macchia mediterranea.

In Sardegna e Corsica è un comune arbusto della macchia mediterranea bassa, tipica delle associazioni fitoclimatiche xerofile dell’Oleo-ceratonion.

Meno frequente è invece la presenza del mirto nella macchia alta.

il mirto ha portamento di arbusto o cespuglio, alto tra 0.5-3 m, molto ramificato ma rimane fitto, in esemplari vetusti arriva a 4-5 m, è sempreverde e latifoglie, ha un accrescimento molto lento è longevo e può diventare plurisecolare.

La corteccia è rossiccia nei rami giovani, col tempo assume un colore grigiastro.

 Ha foglie opposte, ovali-acute, coriacee, glabre e lucide, di colore verde-scuro superiormente, a margine intero, con molti punti traslucidi in corrispondenza delle glandole aromatiche.

I fiori sono solitari e ascellari, profumati, lungamente peduncolati, di colore bianco o roseo.

Hanno simmetria raggiata, con calice gamosepalo persistente e corolla dialipetala.

L’androceo è composto da numerosi stami ben evidenti per i lunghi filamenti.

L’ovario è infero, suddiviso in 2-3 logge, terminante con uno stilo semplice, confuso fra gli stami e un piccolo stimma.

La fioritura, abbondante, avviene in tarda primavera, da maggio a giugno, un evento piuttosto frequente è la seconda fioritura che si può verificare in tarda estate, da agosto a settembre e, con autunni caldi anche in ottobre.

Il fenomeno è dovuto principalmente a fattori genetici.

I frutti sono delle bacche, globoso-ovoidali di colore nero-azzurrastro, rosso-scuro o più raramente biancastre, con numerosi semi reniformi.

Maturano da novembre a gennaio persistendo per un lungo periodo sulla pianta.


 

 

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