La Burrata


Zona di produzione – Province di Bari e Taranto.

Abbinamento

Si gusta da sola o accompagnata con insalate, verdure cotte o grigliate. L’abbinamento ideale è quello con vini bianchi secchi poco strutturati, delicatamente profumati e fruttati.


Questo formaggio assai originale nasce negli anni Trenta in un caseificio di Andria, in provincia di Bari.

La sua peculiarità è data dall’impasto, composto da ritagli di mozzarella mescolati a panna, racchiuso in una sacca di pasta filata.

Le fasi di produzione prevedono in primo luogo il riscaldamento del latte vaccino e la sua coagulazione con caglio liquido, la rottura in grani della cagliata così ottenuta e quindi la separazione di quest’ultima dal siero; la massa casearia viene poi filata e lavorata.

Segue la salatura in salamoia e quindi il taglio della pasta in piccoli parallelepipedi (dett “lueini”), utilizzati come sacchetti per contenere i ritagli di mozzarella e panna.

Questi involucri vengono poi chiusi a mano e raffreddati in acqua perché la panna si solidifichi.

La lavorazione s conclude avvolgendo le burrate ottenute nelle foglie dell’asfodelo, una pianta spontanea delle Murge.

La Burrata si presenta con forma a pera e superficie liscia e lucida di colore bianco.

La consistenza è morbida e cremosa; il profumo ricorda quello della panna fresca; il sapore è delicato e dolce, ah un eventuale fondo gradevolmente acidulo.

Facilmente deperibile una volta acquistata va conservata in frigorifero e consumata preferibilmente entro poche ore dalla produzione.