Kaki Napoletano


Zona di produzione – Province di Napoli, Caserta e Salerno.

Abbinamento

Si abbina a un vino dolce, profumato, morbido e non troppo strutturato.

Si gusta in genere da solo, fresco, ma può anche essere impiegato nella preparazione di confetture e dolci a base di frutta.

Il Kaki ha suggerito l’estro di cuochi e pasticcieri creativi, che ne hanno fatto l’ingrediente di una salsa cremosa da unire ai dolci al cucchiaio.

 La sua consistenza polposa si presta a preparazioni da abbinare ai crostacei.


L’albero del Kaki, di origine cinese e giapponese, venne introdotto in Europa nell’Ottocento.

In Campania la sua diffusione è relativamente recente, dal momento che iniziò a essere coltivato in modo sistematico solo a partire dal primo Novecento.

Oggi invece la regione si colloca tra le principali produttrici, non solo a livello italiano ma anche europeo.

La particolare qualità del Kaki Napoletano, frutto di grosse dimensioni, decisamente dolce e gustoso, è dovuta a una serie di fattor ambientali – clima mediterraneo, suolo tufaceo e vulcanico, vicinanza al mare – che hanno eletto la Campania regione d’eccellenza per la sua coltivazione.

Appartenente alla famiglia dei Kaki Tipo, questo frutto ha forma sferica, buccia liscia, sottile e trasparente, di colore arancione, mentre la polpa, giallo-arancio, è molle e di consistenza non omogenea. Il sapore è delicato e gradevole, ma astringente se il frutto non ha raggiunto la maturazione completa.

 

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