Finocchio di Tarquinia


Zona di produzione – Comune di Tarquinia, in provincia di Viterbo.

Abbinamento

Il finocchio è difficilmente abbinabile al vino, non a caso anticamente era pratica comune per i venditori di vino far assaggiare ai potenziali clienti il finocchio, in modo che i difetti del vino non venissero percepiti, da qui il termine “infinocchiare”.

Il Finocchio di Tarquinia è ottimo consumato crudo in insalata, condito con olio e sale o in pinzimonio, ma è eccellente anche cotto, bollito, al vapore o gratinato.


Il Finocchio di Tarquinia appartiene alla varietà Foeniculum vulgare, della famiglia delle Ombrellifere.

Il suo nome deriva dal latino fenum, ovvero “fieno”, è un ortaggio di origine mediterranea, diffuso sia allo stato selvatico sia di coltura.

Il Finocchio di Tarquinia possiede foglie ampie e fiori gialli; i frutti, erroneamente detti “semi”, sono usati come aromatizzanti in pasticceria e nella produzione di liquori.

Presenta colore bianco verde, con profumo intenso e persistente, tipicamente aniciato, il sapore è dolce, gustoso e la consistenza soda e croccante.

 

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