Cinque Terre DOC


Gradazione alcolica minima – 11%

Temperatura di servizio  8-10 °C

Abbinamenti

Primi piatti (quali la mesciua, a base di legumi e cereali, il risotto alle punte di asparago, gli spaghetti alla maggiorana), piatti di pesce (come cozze alla marinara, polpo in insalata, nasello cotto in tegame con le patate, acciughe al verde, gamberi all’olio e prezzemolo), cappon magro, formaggio di Santo Stefano d’Aveto,

Affinamento – 12 mesi


Il tratto di costa scosceso della Liguria di Levante, che dal promontorio del Mesco arriva sino a quello di Montenero, è conosciuto con il nome di “Cinque Terre”.

Cinque come il numero dei villaggi di pescatori che si succedono lungo questo breve tratto di litorale. In questa zona, così come in altri comuni rivieraschi, veniva un tempo venduto in fiaschi un vino bianco paglierino, talvolta leggermente dorato, che era detto “delle Cinque Terre”.

Erano però in molti a credere che quel vino poco caratterizzato fosse prodotto altrove, anche perché quello “vero” non era destinato al commercio.

Anche oggi il Cinque Terre, diventato nel frattempo DOC, è raro, e ciò perché le viti che non sono più produttive non sempre vengono sostituite.

Le tante difficoltà di coltivazione hanno portato i giovani ad abbandonare i vigneti, ma gli sforzi compiuti da alcuni viticoltori associati in cooperativa ne hanno permesso un graduale e parziale recupero.

Il Cinque Terre è un vino bianco denotato da profumo di fiori e gusto morbido.

I vitigni che partecipano alla produzione del vino sono il Bosco, impiegato con una quota minima del 40% l’Albarola o il Vermentino che, soli o congiuntamente, devono rappresentare il 20%, più altri vitigni a bacca bianca (massimo 20%).

Con le stesse uve è vinificato un vino dolce passito chiamato “Sciacchetrà delle Cinque Terre”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *