Cardo Gobbo di Nizza Monferrato


Zona di produzione – Provincia di Asti.

Abbinamento

Da consumare crudo in pinzimonio o cotto in diverse preparazioni, si accompagna con vini bianchi morbidi.

Può essere mangiato anche crudo in pinzimonio, dopo averlo pulito accuratamente e privato dei filamenti, o cotto in acqua acidulata con limone.

La sua primaria destinazione è però la bagna cauda.


Può essere consumato anche in flan o, dopo averlo scottato, come supporto gastronomico per fondute.

Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato, varietà locale del Cinara car-dunculus (diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo), deve il suo appellativo alla forma ricurva che ricorda una sorta di gobba.

Nizza è l’epicentro della zona di produzione che comprende anche le vicine Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo.

Qui i terreni formati dalle sabbie alluvionali che costeggiano il fiume Belbo, insieme alle particolari caratteristiche climatiche, hanno determinato le condizioni ottimali per la sua coltura, praticata a partire dai primi del Novecento.

Dopo la semina, che ha luogo in primavera, in estate le piantine vengono diradate; a fine settembre sono scalzate da un iato, coricate e progressivamente coperte di terra, procedimento che determina l’incurvamento e l’imbianchimento del cardo.

Infine la raccolta, compiuta ancora manualmente, viene effettuata a partire dal mese di ottobre.

Coltura molto pregiata e ricercata, possiede colore bianco panna; la consistenza è croccante, il sapore dolce.